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Giovanni Eroli

(Narni 1813-1904)

 

 
 

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Giovanni Eroli (Narni, 17 novembre 1813 - Narni, 9 gennaio 1904) fu un letterato, scrittore ed erudito .

Famoso per aver con i suoi studi  ,  gettato le basi per la Biblioteca Comunale di Narni.

Inoltre grazie al lascito fatto a Firenze dei suoi libri relativi alla Divina Commedia , è socio fondatore della  " Società Dantesca Italiana" che nacque ufficialmente in Firenze il 31 luglio 1888.

Il marchese Giovanni Eroli , storico, archeologo, antiquario, bibliotecario e quant’altro, è l’intellettuale più rilevante e significativo della Narni dell’Ottocento.

La sua erudizione è vastissima, così come notevoli sono i suoi contatti con gli intellettuali dello Stato Pontificio prima e di quello unitario poi.

La sua produzione è anch’essa rilevante e solo in parte pubblicata.

I suoi manoscritti si trovano in un Fondo presso la Biblioteca Comunale di Narni a lui intitolata.

Altri Fondi documentari che lo riguardano (epistolari, articoli, studi) sono conservati presso l’Archivio di Stato di Terni.

Compì i suoi studi classici a Roma, dove ebbe come condiscepolo Gioacchino Pecci che divenne poi Leone XIII, grande pontefice e letterato. A lui Eroli dedicò epigrammi e poesie.

La sua opera letteraria comprende poesie in italiano e in latino, ricche di riferimenti e ispirazione classica.

Ma dove Giovanni Eroli ha impegnato il suo ingegno e la sua passione fu la ricerca storica, lo studio e la cura del patrimonio artistico.

Particolarmente rivolse il suo studio alla città di Narni ed al suo territorio si deve alla sua opera e ai suoi studi, se oggi possiamo apprezzare i nostri monumenti e interpretare il loro significato nella storia cittadina.

Alla sua opera hanno attinto largamente coloro che , nei dizionari, enciclopedie, guide e opere diverse, hanno parlato di Narni.

Le sue opere principali sono "Le chiese di Narni" - "La Miscellanea storica narnese" - "Erasmo Gattamelata" - "La Chiesa di S. Maria Impensole" - "La Collegiata di Lugnano in Teverina".

Era figlio di Francesco dei marchesi Eroli di Narni e di Luisa Tani di Cannara.

Studiò nel seminario-convitto di Senigallia, dove rimase per diversi anni, godendovi della paterna e affettuosa protezione del vescovo di quella città, cardinale Sceberras-Testaferrata.

Ivi gli fu condiscepolo Gioacchino Pecci, il futuro papa Leone XIII con cui si trovò spesso a rivaleggiare per il titolo di imperatore nelle gare scolastiche di prosodia e di latino che vi si svolgevano fra "romani" e "cartaginesi", e che da papa lo insignirà di una medaglia d'oro per meriti culturali.

Terminato il primo ciclo di studi, passò all'università romana e dal 1831 fu per tre anni allievo dell'Accademia ecclesiastica, dove il padre, che sognava per lui una brillante carriera prelatizia, come già altri esponenti della famiglia Eroli, lo aveva voluto.

Uscito dall’Accademia, entrò come praticante negli uffici della Segnatura apostolica, e prese a frequentare assiduamente gli ambienti della corte pontificia, ben presto conosciuto e benvoluto, tanto da ottenere subito la dignità di canonico di S. Maria ad Martyres (il Pantheon). Ma non si sentiva portato né a fare il prete né a maritarsi, amante com'era della sua libertà , e non se la sentì di continuare la carriera e prendere i voti. Nel 1840 con sofferta decisione gettò alle ortiche la cappa e il benefizio, per ritirarsi a vivere a Narni, dedicandosi completamente agli studi prediletti e vivendo di una modesta rendita, cui si aggiunse quella di un'abbazia secolare sotto il titolo di S. Pellegrino, giuspatronato di famiglia che gli era stato conferito e che fu la sola prebenda ecclesiastica da lui conservata.

Da questo momento si manifestò la sua vera personalità di gentiluomo-letterato, non solo scrittore di storia, che pubblica per suo diletto, incurante della carriera letteraria, ma anche giornalista, poeta, verseggiatore richiestissimo per pubblicazioni in occasione di nozze aristocratiche, latinista stimato, ed infine curioso sperimentatore di novità tecniche provenienti da fuori (per esempio la fotografia ai suoi primordi), come lo descrive Ferdinand Gregorovius che lo conobbe nel 1861 [1].

La prima pubblicazione conosciuta, ancora del periodo curiale romano, è di carattere storico: Biografia di mons. Feliciano Capitone scritta dal marchese Giovanni Eroli da Narni, Roma 1835. Nel periodo immediatamente successivo stampò invece solo composizioni in versi, quelle per le nozze Soderini-Manduit (Bologna 1840) e Cinque favole in versi (Terni 1847). Tornò in qualche modo al genere storico con II sacco dei Borboni in Narni, racconto storico (Terni 1848), narrazione che gli fornirà in seguito lo spunto per un lavoro scientifico sullo stesso argomento inserito nel primo volume della sua Miscellanea narnese; seguirono Notizie del celebre ponte Rotto di Augusto fabbricato sul fiume Nera presso Narni ... (Roma 1848), che poi riprenderà e amplierà con Notizie del celebre ponte Rotto di Augusto e di altri antichi e moderni ponti fabbricati sulle vie consolari ... (Narni 1862); Notizie dei vescovi Eroli, Terni 1852 (anche questo lavoro sarà inserito nella Miscellanea narnese); Narrazione sopra il santuario della Madonna del Ponte di Narni, Roma 1856; Narrazione delle feste in Montoro per la benedizione del nuovo acquedotto, Narni 1858. In questo stesso anno apparve pure il primo volume della sua opera più ricordata, la già citata Miscellanea storica narnese... (Narni 1858), di cui il secondo volume uscirà sempre a Narni nel 1862). Continuo poi con ulteriori pubblicazioni come Necrologio di Vincenzo Terrenzi (Narni 1869); Che cosa sia l’amore: scherzo poetico (ibid. 1871); Descrizione di una tavola dipinta dal Ghirlandaio e figurante la coronazione di Maria Vergine esistente in S. Girolamo di Narni (ibid. 1871); Erasmo Gattamelata da Narni, suoi monumenti e sua famiglia (Roma 1876); [Fedro], Le favole. Saggio di traduzione in versi sciolti (Narni 1877); Osservazioni al Bellucci intorno alla sua opinione della fonderia-officina di Bologna (Reggio Emilia 1878); Osservazioni sopra la lettera di Ettore Sconocchia (Roma 1879); Saggio di alcuni versi per nozze Eroli-Colelli (Perugia 1879); Il dio Mitra a Terni: racconto storico (Roma 1880); Monografia della chiesa della Madonna Impensole di Narni (ibid. 1884); Alcune prose e versi, I-IV, Roma-Assisi 1885-91; Oggetti antichi scavati in Terni dal 1880 al 1885, descritti ed illustrati ... (Roma 1886); Alcune notizie sopra Caterina Franceschi in Ferrucci da Narni (Assisi 1888); Iconologia delle antiche vie romane (Ro¬ma 1888); Il Cristo morto e gli emblemi della sua Passione: poesie pubblicate per nozze Fabiani-Calandrelli (Assisi 1888); Notizie sopra Nerva imperatore (ibid. 1888); Notizie sulla famiglia Alberti di Narni, e sull'opera già quivi da lei fondata (ibid. 1888); Due sonetti sull'amicizia, per nozze Vignoli-Cotogni (ibid. 1888); Traduzione del libro della Sapienza, della profezia di Sofonìa, della Salve Regina, dell'Ave Maria, del Pater Noster ed altre (ibid. 1889); Lettera descrittiva dell'antica fiera di Senigallia (ibid. 1890); Traduzioni delle favole di Fedro e delle sentenze di P. Siro e di Dionisio Catone (ibid. 1890); Commento al verso del terzo canto dell'Inferno " Che fece per viltade il gran rifiuto" (Berna 1893); Raccolta generale delle iscrizioni pagane e cristiane del Pantheon di Roma (Narni 1895; quest'opera ponderosa è una delle sue più importanti e rigorose, insieme con i due opuscoli dello stesso argomento sottocitati, forma ancora una valida base d'informazione critica sulla materia); Una risposta all'opuscolo dell'avv. Fregni di Modena sulle due iscrizioni del Pantheon di Roma (s.n.t., ma 1901); Lettera in risposta al secondo opuscolo dell'avv. Giuseppe Fregni di Modena sulle iscrizioni del portico del Pantheon di Agrippa (s.n.t., ma ancora 1901); Lugnano città teverina e la sua celebre collegiata di S. Maria Assunta al Cielo: monografia storico-artistica (Narni 1903).

Fu questo l'ultimo scritto pubblicato di Giovanni Eroli (ne esistono di inediti conservati presso la Biblioteca Comunale di Narni a lui dedicata), che per tutta la vita aveva continuato a passare qualche mese dell'anno a Roma, mantenendo i contatti con gli ambienti eruditi e con quelli giornalistici della città.

A Narni poi si era sempre attivamente occupato dell'ordinamento degli archivi e dell'arricchimento della civica biblioteca (che oggi è intitolata al suo nome e si trova all'interno del Museo Eroli), alla quale lasciò parte dei suoi manoscritti, fra cui si segnala Vite inedite degli illustri narnesi.

Il 28 settembre 1888 offriva in dono alla Società Dantesca Italiana [2].che aveva contribuito a fondare, la propria raccolta dantesca, primo fondo della costituenda biblioteca della Società.

L'ultima volta che egli, ormai novantenne, considerato "il nestore degli storici e letterati umbri", comparve in pubblico, fu al politeama di Terni per la tornata della Deputazione umbra di storia patria, nel settembre del 1902.

Morì a Narni il 9 gennaio. 1904.

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Note

1.  Ferdinand Gregorovius, Passeggiate per l'Italia, Roma-Bologna 1968, I, pp. 107 s

2.  Come riportato nel sito della società "La Società Dantesca Italiana nacque ufficialmente in Firenze il 31 luglio 1888, nella Sala di Leone X in Palazzo Vecchio dove fu approvato lo statuto e fu eletto a Presidente provvisorio (e in seguito onorario) Pietro Torrigiani, sindaco di Firenze. Tra i soci fondatori, i più bei nomi della cultura e della politica italiana: G. Eroli, G. Biagi, R. Bonghi, C. Cantù, G. Carducci, G. Chiarini, A. Conti, A. D'Ancona, A. De Gubernatis, I. Del Lungo, C. Guasti, G. Mazzoni, E. Monaci, C. Negroni, E. Nencioni, P. Rajna, G. Rigutini, G. Tortoli, P. Villari (per non citare che i più significativi)"

Bibliografia

* Fagioli Vercellone. "voce Eroli, Giovanni", in Dizionario Biografico degli Italiani, Roma, Treccani

* A. De Gubernatis, Dizionario biografico degli scrittori contemporanei, Firenze 1879, pp. 419 s., 1159

* necrol. in La Rassegna nazionale, 16 genn. 1904, PP. 363 5

* G. Casati, Dizionario degli scrittori d'Italia, III, Milano s.a., p. 10

* Bussetti, Francesco, Giovanni Eroli : uomo, intellettuale, gastronomo : vita, cultura e pratiche materiali di un nobile narnese dell'Ottocento tra antico regime e modernità, Perugia , 2003.

* R. De Cesare, Roma e lo Stato del papa dal ritorno di Pio IX al XX settembre, I, (1850-60), Roma 1907

* C. Lozzi, Biblioteca istorica della antica e nuova Italia - Saggio di bibliografia analitico comparato e critico, I, Bologna 1963, p .475 s

* Morotti, a cura di, Tipografia ed editoria in Umbria, Perugia 1966, pp. 178 s.

* Bianconi, Giuseppe, Intorno un dipinto esistente a Bettona in S. Maria Maggiore attribuito allo Spagna: lettera al chiariss. marchese Giovanni Eroli narnese / di Giuseppe Bianconi - (Perugia – 1855)

* Fregni, Giuseppe, Delle due iscrizioni sul celebre ponte rotto detto di Augusto presso Narni : lettera aperta al sig. marchese Giovanni Eroli / Giuseppe Fregni - Modena - 1902

civ

Società Dantesca a Firenze


1. Il marchese G. Eroli il 28 settembre 1888 offriva in dono alla Società la propria raccolta dantesca: primo fondo della costituenda biblioteca cui si vennero ad affiancare in seguito, oltre alle normali accessioni, il Fondo Franchetti (1907) e quello Giuliani (in deposito perpetuo da parte del Comune di Firenze dal 1913). Nel 1939 pervennero dalla famiglia Vandelli gli spogli di codici della Commedia procurati dallo Studioso. Questi i fondi storici della Biblioteca, che a oggi consta di circa 23.000 volumi, di circa 120 periodici correnti (35 stranieri) e 300 periodici cessati; 25 incunaboli, 152 cinquecentine e 8 manoscritti. Nel 1984 la Biblioteca sociale ha ricevuto in dono il fondo Baranelli, nel 1991 il fondo librario Vandelli e nel 1994 il fondo Chiari.

2. Tutto il patrimonio librario è schedato elettronicamente ed è consultabile on line collegandosi a queste pagine (il data base è aggiornato semestralmente a luglio e dicembre). Inoltre la Società è presente nel catalogo del “Sistema Documentario Integrato dell'Area Fiorentina” (SDIAF) che il Comune di Firenze ha creato per facilitare l'utenza a mezzo di un'unica interfaccia per la consultazione di un catalogo unico dei beni librari e documentali cittadini.

3. Accanto alla Biblioteca specialistica è stato organizzato un ricco archivio microfotografico (i soli microfilm sono circa 1500) che raccoglie, a servizio dei Curatori dell'Edizione Nazionale, ogni possibile documentazione di codici d'interesse dantesco. La Società ha inoltre iniziato a trasferire i singoli microfilm su supporti ottici (CD-ROM) al fine di salvaguardare tale patrimonio.

4. Il servizio di Biblioteca prevede la consultazione (anche attraverso terminali a disposizione degli utenti), il prestito, la fotocopiatura e la stampa da computer.

 

 

 

 

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