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Le origini della  Narnia di Lewis

e Narni

Walter Hooper


 

 

“Chronicles of Narnia” Lewis s’ispirò a Narni leggendo una vecchia carta geografica d’Italia

 

il nome Narnia dato ai libri fantastici di Lewis era sicuramente noto a Jack che sapeva che Narnia era una città italiana posta sulla via Flaminia ed estremo baluardo posto alla difesa di Roma.

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Walter Hooper a Milano

Questo fatto è ulteriormente avvalorato da uno dei maggiori biografi di Lewis , cioè da Walter Hooper, che oltre ad essere in possesso di una cartina d'Italia su cui Lewis aveva studiato e sottolineato i percorsi delle strade consolari che da Roma portavano al nord, dice espressamente che questa cartina gli è stata data personalmente dallo scrittore e lo stesso Lewis ha detto a Hopper, dandogli tale documento, che da tale fonte aveva tratta il nome della magica terra di Narnia. Tale mappa è tratta dall'atlante "Murrey's Small Classical Atlas" (1904) .

in questa immagine vedete copia dell'atlante originale di CS Lewis

che mi ha inviato direttamente e personalmente lo stesso Walter Hooper

Tale copia è conservata da me insieme alla lettera di Hooper  ed al contenitore  con indirizzi scritti originalmente di propria mano da Walter Hooper .
 


Grande conoscitore dei classici latini e del mondo romano sin da giovane, C.S. Lewis aveva studiato i percorsi consolari che da Roma portavano al nord su di una mappa dall'atlante Murrey's Small Classical Atlas che usava sin da bambino.
Quando poi la affidò a Walter Hooper, in seguito uno dei suoi maggiori biografi, gli disse che il nome della sua magica terra di Narnia l'aveva tratto proprio da lì, e infatti la Narnia romana situata lungo la via Flaminia risulta ben sottolineata.
Probabilmente, però, già sapeva della sua esistenza grazie ad alcuni riferimenti presenti nelle Historiae di Tito Livio, negli Annales di Tacito, nella Naturalis Historia di Plinio il Vecchio e soprattutto nelle lettere scritte da Plinio il Giovane alla suocera Pompea Celerina, in cui si elogiano la bellezza della sua villa presso Narnia e i suoi stupendi bagni.

" Quattro citazioni sono state trovate nelle Historiae di Livio (10:10, 27:9,27:50, e   29:15) , altre citazioni sono state trovate negli annali di Tacito (3:9) inoltre Plinio il Vecchio commenta nelle sue Storie Naturali riguardo il clima particolare di Narnia ( che diventa secco durante la stagione delle pioggie).... infine Plinio il Giovane nelle sue lettere alla suocera Pompea Celerina, menziona l'eccellenza degli alloggi della sua villa presso Narnia, e specialmente i suoi stupendi bagni. Di questi riferimenti, Lewis menziona sicuramente Plinio il Giovane, in una lettera ad Arthur Greeves”. Questo è quanto scrive Paul Ford's su “Companion to Narnia”.

Walter Hooper ha anche scritto diverse volte su suoi libri le origini del nome Narnia come ad esempio a pagina 306 del libro

Roger Lancelyn Green and Walter Hooper, C.S. Lewis: A Biography, 2002, p.306.

Tesi riportata e confermata da Roger Lancelyn Green, che scrive per intero quanto detto dallo scrittore di Narnia CS Lewis ad   Hooper.

ecco un estratto dal suo libro:

" quando Walter Hooper chiese a  [C.S. Lewis] dove aveva trovato la parola Narnia , Lewis gli mostrò il suo  Atlante Murray's Small Classical Atlas, ed.G.B. Grundy (1904),  che aveva comprato quando stava leggendo i classici con il suo istitutore  Kirkpatrick presso Great Bookham [1914-1917].

A pagina 8 di questo atlante c'è una mappa dell'Italia con le iscrizioni in lingua latina . Lewis aveva sottolineato il nome di una piccola città chiamata Narnia , semplicemente perchè amava il suono di questa parola . Narnia o " Narni" in Italiano , si trova in Umbria , a metà strada tra Roma ed Assisi.

Narnia è una piccola citadina medioevale , situata in cima ad una collina coperta di olivi. Era già conosciuta quando i romani la conquistarono nel 299 prima di Cristo. La sua fortezza del milletrecento domina una profonda gola dove scorre il fiume Nera. Una delle sue importanti bellezze architettoniche , è la [Cattedrale di San Giovenale], chiesa romanica che contiene le reliquie di numerosi Santi Umbri."

Walter Hooper ha anche una particolare devozione per la beata Lucia de Narnia , essendo venuto almeno un paio di volte a Narni  tra il 1993 ed il 1996 , oltre ad avermi più volte richiesto informazioni e materiali relativi alla Beata Lucia , ed avendo anche voluto per la sua chiesa di Oxford un dipinto della Beata Lucia , che ora dovrebbe essere finito ed esposto nella chiesa.

Ho anche incontrato personalmente a Milano durante una conferenza nel 2005 Walter Hooper , che mi ha accolto con molto entusiasmo dicendo " questo uomo viene da Narnia".

Durante il nostro incontro abbiamo parlato di Lewis di Narnia e della Beata Lucia , ed ho avuto il piacere di fornire alcuni materiali relativi alla Beata Lucia ed alla mia città di Narni.

Giuseppe

Fortunati

Traduzione in italiano del testo originale tratto dal sito ufficiale delle commemorazioni in occasione del centenario dalla nascita di CS Lewis nel 1998.

 

Qualcuno potrebbe sorprendersi nell’apprendere che C.S. Lewis ha coniato il nome Narnia riferendosi ad una antica città romana nella regione italiana dell’Umbria. In questo luogo avvenne un episodio concernente il periodo delle guerre puniche.

La città italiana oggi si chiama Narni ed ha un sito internet .

Nel dicembre 1996 Walter Hoope scrisse :

" forse vi sorprenderà sapere che ho trascorso una giornata a Narnia" nell’ottobre del 1996 . Questo è il mio secondo viaggio in quanto io ed il mio figlioccio eravamo stati li cinque anni fa.

C.S. Lewis si imbatte nel nome Narnia mentre consultava il suo atlante in latino che usava da ragazzo, e continuo’ ad usare questo nome per tutta la vita. Ora questo atlante l'ho io ed e' interessante vedere come lui lo sottolineo’ quando era intorno al 1914. Il nome italiano di Narnia e’ oggi Narni, e con questo nome troverete tale citta’ negli atlanti moderni.

Era gia’ una antica citta’ quando i Romani la conquistarono nel 299 ac. In una piccola storia del posto , si dice che " Gia’ una popolazione locare era presente nel Neolotico, e nei primi documenti storici si dice che la citta’ era presente gia’ dal 600 a.c. quando Nequinium ed i suoi abitanti erano menzionati.

Nel 299 a.c. Narni divenne una colonia romana con il nome di Narnia, un nome che deriva dal fiume Nar , che oggi si chiama Nera.

Una delle cose piu’ sorprendenti circa Narni e’ stato per me scoprire che una santa molto popolare del luogo si chiama proprio "Beata Lucia di Narni" . Era una suora domenicana del 16° secolo , ma non so se Lewis ne aveva sentito parlare. Io ed il mio figlioccio, a cui e’ dedicata la guida di Lewis , ci andammo per la prima volta nel 1991. Noi sapevamo gia’ dell’esistenza della Beata Lucia, ma non eravamo sicuri che gli abitanti ne serbassero ancora la memoria. Con nostro sommo piacere abbiamo scoperto che la Beata Lucia e’ sepolta all’interno di una splendida cappella annessa alla Cattedrale del 12° secolo e che e’ ancora molto popolare nella zona.

Ma ho!!!! che bella citta’ e’ Narni dista solo 50 miglia a nord est di Roma ed e’ facilmente raggiungibile con il treno o con l’auto.

Finora resta scarsamente visitata dai turisti ed io non ho incontrato folle di visitatori nel corso delle mie due visite" .

 

Concerning Narnia and Narni Roger Lancelyn Green writes about C.S. Lewis and Walter Hooper:

"When Walter Hooper asked [C.S. Lewis] where he found the word 'Narnia', Lewis shoved him Murray's Small Classical Atlas, ed.G.B. Grundy (1904), which he acquired when he was reading the classics with Mr Kirkpatrick at Great Bookham [1914-1917]. On plate 8 of the Atlas is a map of ancient Italy. Lewis had underscored the name of a little town called Narnia, simply because he liked the sound of it. Narnia - or 'Narni' in Italian - is in Umbria, halfway beween Rome and Assisi.

Narnia, a small medieval town, is situated at the top of an olive-covered hill. It was already ancient when the Romans defeated it in 299 BC. Its thirteenth-century fortress dominates a deep, narrow gorge of the Nera river which runs below. One of its most important archeological features is a Romanesque cathedral, which contains the relics of a number of Umbrian saints.

It is possible that Lewis named one of his central characters 'Lucy Pevensie' after his goddaughter - Lucy Barfield - to whom The Lion, the Witch and the Wardrobe is dedicated... It is nevertheless a surprise to discover that the most popular of Narnia's saints is Blessed Lucy of Narnia, whose uncorrupted body lies in a side-chapel of the cathedral." See: Roger Lancelyn Green and Walter Hooper, C.S. Lewis: A Biography, 2002, p.306.

It is interesting that Roger Lancelyn Green prefers and suggests the original spelling Narnia (and not the Italian "Narni") for the modern English usage.

 

 

Libro di Roger Lancelyn Green; Walter Hooper

C.S. Lewis :
a biography /

Roger Lancelyn Green; Walter Hooper

2003, 2002 Rev. and expanded ed.

English Book 480 p. ; 20 cm.

London : HarperCollins, ; ISBN: 0007157142 (pbk) 9780007157143 (pbk)

 

 

Walter Hooper

E' una delle persone ancora viventi che ha conosciuto personalmente CS Lewis Scrittore di Narnia .
 

Walter McGehee Hooper (nato il   27 Marzo , 1931) è  uno dei maggiori conoscitori dello scrittore  C.S. Lewis. Attualmente ha circa 77 anni.

Nato a  Reidsville,  North Carolina, ha studiato in America   ottenendo un master in Education

e fu poi istruttore di Inglese presso la  University of Kentucky agli inizi degli anni 1960.

Ammirato ed interessato alle opere letterarie di CS Lewis venne come turista in Inghilterra e ebbe la fortuna di poter divenire amico e segretario dello scrittore , con cui visse insieme e condivise per circa sei mesi nel 1963 gli ultimi periodi della vita dello Scrittore , quando Lewis ormai malato aveva bisogno di cure e sostegno morale.

Dopo la morte di  Lewis nel Novembre 1963, Hooper dedico tutto se stesso alla memoria ed agli scritti di Lewis, trasferendosi definitivamente ad  Oxford,

Hooper studiò per divenire prete  Anglicano  e fu ministro Anglicano e assistente cappellano ad Oxford. Si è poi convertito alla fede Cattolica Romana nel   1988. Attualmetne è spesso chiamato in conferenze e simposi  come il maggior esperto di CS Lewis.
 
Walter Hooper, americano convertitosi al cattolicesimo, è stato segretario personale e amico di C. S. Lewis. Oggi ne cura le opere postume

Walter Hooper oltre ad essere un biografo tra i più conosciuti di Lewis afferma che fu lo stesso Lewis a parlare di come da ragazzo avesse trovato nei suoi studi latini il nome della citta’ di Narnia in Italia e di averla poi utilizzato tale parola nei sui libri.

In particolare ringrazio Walter Hooper, per la sua cortesia e disponibilità ad inviarmi una copia dell’originale dell’atlante da cui C.S. Lewis studiò da ragazzo ed in cui sottolineo il nome della nostra Narnia.

Anche in questo caso riportiamo alcune e-mail ( per motivi di riservatezza non riporteremo l’indirizzo e-mail dell’autore):

----- Original Message -----

From: < Walter Hoooper*************** >

To: <fgiusepp@libero.it>

Sent: Sunday, February 02, 2003 9:35 PM

Subject: Map of Narnia


<PRE>'Dear Giuseppe, Thanks you so very much for your email! How thrilling to hear
from Narnia! Forgive me for being so long in replying. I have kept the
Lewis's Atlas containing the map of Narnia with me. The Atlas is not in North
Carolina. Lewis underscored the name Narnia on the map, and he told me - when
he gave me the Atlas - that this is the source of the name he gave his
imaginary creation. The book is called "Murray's Small Classical Atlas", ed.
G.B.Grundy (1904), and I have made a copy of the map for you. Can you tell me
your address in Narnia where I should send the map? I know you included this
in your email, but I want to be very sure before I post it. When you get it
you may feel disappointed, for it is like thousands of other maps, and you
have to look closely to see the ink mark under the word "Narnia." But it was
that name, on that page, that gave him what is now one of the most famous
names in the world. I have made you two copies of the map, which I'll post as
soon as I am sure of your address. Meanwhile, every good wish from Walter
Hooper.'

Come si può leggere dalla e-mail si dice espressamente che l’atlante di Lewis e’ attualmente in possesso di Walter Hooper inoltre citiamo testualmente:

 

Lewis sottolineò il nome Narnia sulla mappa , e mi disse – quando mi diede l’atlante– che questa era la fonte del nome che Egli diede alla sua creatura immaginaria. l’Atlante è chiamato "Murray's Small Classical Atlas", ed.
G.B.Grundy (1904).

atlanteNarnia.jpg (83752 byte)

Questa seconda e-mail certifica la spedizione della mappa che ho avuto in copia da Walter Hooper :

----- Original Message -----

From: <Walter Hoooper >

To: <fgiusepp@libero.it>

Sent: Saturday, February 08, 2003 11:27 AM

Subject: Map of Narnia


'Dear Giuseppe, I'd delighted the map of Narnia arrived safely. Yes, I'd
noticed the line Lewis drew, but it has nothing to do with Milton. Lewis
acquired the map because he was reading Classics with Mr Kirkpatrick, before
he went up to Oxford. One of the main historians he was reading was Tacitus,
and in the various maps in the Atlas, Lewis followed, with his pen, the
military campaigns described by Tacitus and others. Lewis continued the study
of Classics in Oxford, and he continued to use the Atlas for the rest of his
life. Tacitus mentions "Narnia" a number of times, but I think what impressed
the name on Lewis's memory was SEEING it on the map. I hope this helps.
Yours, Walter.'

 

Sempre relativamente a Walter Hooper e’ interessante notare che negli anni passati è venuto un paio di volte a Narni in Italia alla ricerca di Narnia come si può leggere anche dai documenti trovati in internet sul sito del Centenario della Nascita di Lewis:

http://dnausers.d-n-a.net/cslewis/news13.html

in cui si legge:

NARNIA AND NARNI

Some people may be surprised to know that C. S. Lewis took the name of 'Narnia' from an ancient Roman town in the Italian province of Umbria. An incident in the Punic Wars took place there.

The Italian city on the site today is called 'Narni'. Narni now has a web page at http://www.assind.krenet.it/umbria/narni/naring.htm.

In December 1996, WALTER HOOPER wrote;

'It will perhaps surprise you to hear that I spent a day (in Narni/Narnia) in October (1996). In fact, this was my second trip, as my godson and I were there first five years ago. C. S. Lewis came across the name 'Narnia' in a classical atlas he used as a boy, and continued to use it all his life. I have it now, and it's interesting to see that he underscored the name when he first saw it back in about 1914. In Italian Narnia is called 'Narni', and it's under that name that you will find it on modern maps.

It was already a very ancient town when the Romans conquered it in about 299 BC. In a little history of the place, it is stated that 'Although Neolithic people lived in this region, the first historical document, mentioning the town, is dated 600 BC, when Nequinum and its inhabitants are mentioned. In 299 BC, Narni was a Roman colony under the name of Narnia, a name that comes from the Nar river, which today is called the Nera.'

For me one of the most surprising things about Narnia is that a very popular local saint is called 'Blessed Lucy of Narnia.' She was a Dominican nun of the 16th century, but whether Lewis had ever heard of her I don't know. My godson, to whom the Lewis COMPANION is dedicated, and I first went there in October 1991. We knew about Blessed Lucy of Narnia, but we didn't know whether she was still remembered by the inhabitants of Narnia. To our delight, she is buried in a beautiful chapel attached to the 12th century cathedral of Narnia, and is very popular in that area…

But - oh! - what a beautiful place Narnia is. It's only about 50 miles north-east of Rome, and very easy to get to by train, or car. So far it remains unvisited by tourists, and so I've never encountered crowds there on my two visits.'

LYNDA OCHSNER writes: 'Ford's _Companion to Narnia_ also notes that Lewis may have read at least seven references to Narnia in Latin literature, including four mentions of Narnia in Livy's _History_. Other references include Tacitus' _Annals_, and Pliny the Elder's comment in _Natural History_ about Narnia's unusual weather (it became drier during the rainy season). A seventh is "Pliny the Younger's letter to his mother-in-law, in which he mentions the excellence of the accommodations of her villa at Narnia, especially its beautiful baths." Apparently Lewis only mentions this last reference, in a letter to Arthur Greeves and published in _They Stand Together_.

Ringraziamo ancora Walter Hooper per la sua cortesia e speriamo di averlo presto a Narnia in Italia .

In questo capitolo ci siamo soffermati solo sui più noti personaggi contattati via e-mail , ma Vi assicuro che sono stati moltissimi i contatti da me avuti in molte parti del mondo con centinaia e centinaia di persone esperte od appassionate di Lewis.

Altra voce autorevole in Italia è
il Professor Carlo Bajetta

Professore Straordinario di letteratura inglese presso l’Università della Valle d’Aosta e docente a contratto di Letterature Comparate presso l’Università Cattolica di Milano:

Riportiamo alcune sue e-mail:

----- Original Message -----

From: "Bajetta Carlo"

To: "Fortunati Giuseppe" <fgiusepp@libero.it>

Sent: Tuesday, October 28, 2003 1:33 PM

Subject: R: Narnia e NETDAYS

Carissimo Giuseppe,

Ottima l'idea su Narnia. Sarebbe davvero bello poter pensare a un paio di iniziative per fine anno. Mi è venuto in mente - hai mai visto "Letters to Children" di Lewis? E' un libro che raccoglie le missive spedite ai tanti bambini che scrivevano a Lewis per sapere di più su Narnia etc. Potrebbe dare alcuni spunti per l'iniziativa (e citazioni utili...).

un caro saluto

Carlo M. Bajetta
---------------------

----- Original Message -----

From: "Bajetta Carlo"

To: <fgiusepp@libero.it>

Sent: Monday, February 18, 2002 3:42 PM

Subject: Re: Narnia e Narni Bajetta


Caro Ing. Fortunati,

tra Lewisiani il tu è quasi d'obbligo - quindi no problem.

Rispondo un poco di fretta (ma sono certo che ci terremo in contatto
quindi ci sarà tempo).

1) Io insegno lingua e lett. inglese alla Cattolica di Milano, mi sono
occupato di Lewis, ma ho pubblicato più che altro su supporto cartaceo.
Parte della mia bibliografia (naturalmente posso inviarti una copia di
ciò che ti interessa) al riguardo è reperibile comunque in rete a questo
indirizzo:

www.unicatt.it/docenti/bajetta

2) Narnia / Narni. Il mio amico Walter Hooper, già segretario di CSL
e suo biografo ufficiale, è convintissimo che Narni sia esattamente la
fonte d'ispirazione per il nome della terra magica Lewisiana - e anche
io di fatto non posso dissentire dal maggior studioso vivente
dell'argomento! Hooper dice che il nome appare come "Narnia" su una
mappa in latino consultata da CSL. Ulteriori informazioni sono
contenute in W.Hooper, A Companion and Guide to CSL, HarperCollins
London 1998 - un libro che devi assolutamente consultare per tutto ciò
che riguarda CSL.
a presto

CMB

---- Original Message -----

From: "Bajetta Carlo"

To: <fgiusepp@libero.it>

Sent: Friday, January 24, 2003 8:56 AM

Subject: I: Narnia

Caro Giuseppe,

come vedi sono già al lavoro: ti passo qui di sotto il messaggio di Walter Hooper che risponde alle tue domande in modo "autorevole" - fammi sapere se ci sono cose che non capisci.
Dato che dice, tra l'altro, che la nuova edizione della sua biografia parla della questione magari aspetto di vedere anche quella.

saluti
Carlo

-----Messaggio originale (da Walter Hooper)
Inviato: giovedì 23 gennaio 2003 20.33
A: Bajetta Carlo
Oggetto: Narnia

[...] To answer your question, Lewis told me he got the name
"Narnia" from the map he had of Italy in ancient times. He would have come
across it too in his classical reading, where it was always called "Narnia."
But I assume that Narnia was the same as the place in Umbria called "Narni."
But I don't believe Lewis knew anything about it other than what he would
have come across in classical authors. He was never in Italy, except the
unscheduled flight with the Greens when he and Joy went to Greece in 1960.
'Another question is whether he'd ever heard of that saint who is so
popular in Narni - Blessed Lucy of Narnia. I've been to her chapel several
times when visiting Narnia, but there is no evidence that Lewis knew about
her. And this reminds me that HarperCollins published last May what they call
a "Fully Revised & Expanded Edition" of the biography of Lewis I wrote with
Roger Lancelyn Green. In this edition I talk about Narnia, and where Lewis
got the name. [...]

 
Walter Hooper, americano convertitosi al cattolicesimo, è stato segretario personale e amico di C.
S. Lewis. Oggi ne cura le opere postume (è imminente l'uscita in Inghilterra del III° volume delle
Lettere). è considerato il maggior esperto vivente dell'opera dell'autore inglese. Quel che segue è il
suo intervento al convegno

 

Walter Hooper : Signore e signori, in un certo senso voi siete da sempre nel mio

cuore. Lasciate che vi spieghi: quand’ero piccolo, in casa mia, al posto d’onore, era

appeso un arazzo raffigurante il più bell’edificio che io potessi mai immaginare. Ma

non c’era niente nell’arazzo che indicasse che esso fosse qualcosa di più di un puro

frutto dell’immaginazione. Quell’edificio da sogno è stata una delle cose più belle

della mia infanzia; e poi, solo pochi anni fa, durante la mia prima visita a Milano,

l’ho visto! Ho visto l’edificio da sogno dell’arazzo: ed è il vostro Duomo! Ma da

quando ho cominciato a visitare l’Italia, mi sono abituato all’idea che questo è un

paese dove i sogni diventato realtà. E sapete una cosa? Se Narnia esistesse da qualche

parte, sarebbe certamente in Italia! Mi devo poi congratulare con il Professor Rialti

per la sua traduzione di alcune fra le migliori opere di C.S. Lewis. Niente mi potrebbe

rendere più felice, congratulazioni!

Essere invitato a condividere i miei ricordi personali di Lewis in un luogo

come questo e in una tale compagnia è un grandissimo onore. Sono ben consapevole

di non potervi raccontare tante cose quanto coloro che conobbero C.S. Lewis a fondo

e a lungo nel tempo. Io non sono fra loro, ma mi rallegro di essere annoverato fra

quelle centinaia di persone che, avendolo incontrato solo per poco tempo, o avendolo

conosciuto più intimamente, trovarono Lewis indimenticabile.

Chiedo scusa per la mole autobiografica contenuta nel mio intervento e voglio

subito dire chiaro e tondo che il mio rapporto con Lewis è stato un vero e proprio

mordi-e-fuggi, se paragonato con quello di tanti altri suoi amici. Owen Barfield, che è

morto nel 1997 all’età di 99 anni e che conosceva Lewis dal 1919. Nessuno poi

conosceva “Jack” Lewis più intimamente del suo amato fratello, Warnie. E infine

c’era J.R.R. Tolkien, che cambiò la sua vita più di chiunque altro. Se fossimo stati qui

venti o trent’anni fa, avreste dovuto invitare loro. Ma visto che ora loro sono in Cielo,

mi commuove la condiscendenza che avete mostrato nell’invitare me.

Scoprii gli scritti di Lewis nel maggio 1953, quando stavo per concludere

l’ultimo trimestre all’Università del Nord Carolina a Chapel Hill. Appena finito il

mio corso di studi, finii dritto dritto nell’esercito. Alcuni giorni prima di essere

arruolato, trovai una copia de La mano nuda di Dio1 di Lewis. Durante

l’addestramento iniziale, tenevo questo libro nascosto nella maglietta (il che arrecava

una notevole scomodità negli esercizi ginnici e alla baionetta). In ogni caso, nei brevi

dieci minuti di pausa fra lo sparare con il bazooka e il lanciare le granate, riuscii a

leggerne una o due pagine.

A novembre del 1954 ero a servizio presso un cappellano militare a Fort Bragg

e da lì, poco tempo dopo, cominciò la mia corrispondenza con Lewis. Prima di

arrivare a quella lettera, devo dire che mi stava già diventando familiare uno degli

aspetti della personalità di Lewis che successivamente avrei trovato fra i più

peculiari: la sua mancanza di interesse per se stesso e il suo vorace interesse verso

tutto – in pratica – quello che era al di fuori di lui. Questo sembrerà strano a chi fra di

noi è stato educato a considerare l’individualità, il rispetto per se stessi e l’egotismo

quali valori altissimi e assai desiderabili, se non la fonte stessa della moralità.

Ero ancora fra questi quando ricevetti la mia prima lettera da parte di Lewis, datata 30

novembre 1954. Chiaramente, Lewis non desiderava che io avessi un’opinione troppo

alta di lui, visto che cominciò con lo scrivermi: “Sono lieto di essere lo strumento

dell’aiuto di Nostro Signore nei tuoi confronti: nelle Sue Mani qualsiasi strumento

andrà bene; fuori di esse, nessuno. Io credo che bisogni dubitare degli stati mentali

che volgono la nostra attenzione su noi stessi. Persino ai nostri peccati non

dovremmo guardare se non quanto necessario a riconoscerli e a pentircene.”

Continuammo a corrispondere, e quando stavo insegnando Letteratura Inglese

all’Università del Kentucky a Lexington, nei primi anni ’60, Lewis mi invitò a fargli

visita. Avevo appuntamento con lui a casa – i Kilns,2 in Kilns Lane a Headington –

lunedì 10 giugno. Mi era stato detto che questa casa, situata una decina di chilometri

fuori da Oxford, era davvero difficile da trovare; perciò, il venerdì pomeriggio

precedente, il 7 giugno – praticamente appena fui arrivato a Oxford – uscii per vedere

se mi riusciva di scovarla. Mi imbattei per caso nella domestica di Lewis, che

insistette affinché io mi presentassi subito a casa sua.

1 C.S. Lewis, La mano nuda di Dio. Uno studio preliminare sui miracoli, GBU, Roma 1987. Titolo originale Miracles,

“Miracoli” (1947). [NdT]

Walter Hooper Dal Papa
 
Dopo aver citato, con Dante e Sant' Agostino, l' opera I quattro amori di Lewis (Jaca Book) in un discorso sull' amore della carne, lo stesso Giovanni Paolo II fece sapere a Hooper di voler parlare con lui per saperne di piu' sullo scrittore. L' incontro avvenne nel 1988 e, poco dopo, il segretario di Lewis si fece cattolico. Un accademico erudito dall' immaginazione vagabonda, dunque, scrittore di fantascienza, conosce ora un' inattesa fortuna teologica che mai avrebbe sospettato quando frugava tra i miti in antiche biblioteche e teneva lezioni sui "Longaevi" (L' immagine scartata, Marietti), entita' ne' umane ne' divine, capaci di vivere a lungo fra terra e aria: elfi, de' moni, fate, gnomi, una folla d' abusivi per qualsiasi catechismo. Eppure, la stessa religiosita' di Lewis parte dal Mito. Racconta Hooper: "A soli sedici anni aveva gia' letto Il ramo d' oro di Frazer, poi l' Edda, il Kalevala e cosi' via: a un certo punto scopri' che in tutte le saghe l' eroe mitologico conosceva morte e resurrezione, proprio come Cristo. Perche' , si chiedeva da buon ateo, non considerare Gesu' alla stregua degli eroi di altre, remote letterature. Nel 1931, pero' , ebbe luogo una storica riunione a casa Tolkien: prima dell' alba, Lewis si convinse che nei racconti pagani era lo stesso Dio ad esprimersi attraverso voci ispirate. Erano l' intuizione poetica di un mito a venire: quello narrato in forma meravigliosa da Isaia e dai profeti della Bibbia, non diverso dagli altri, ma che divenne fatto nella nascita di Cristo". E fu cosi' che fra mito, immaginazione e fede "Jack" trovo' la quadratura del cerchio.
 
Il primo, naturalmente, era Lewis che definiva le convinzioni non-negoziabili
che formavano quello che lui chiamava “il Cristianesimo così com’è”. E il secondo…
– riuscite a indovinarlo? – era papa Giovanni XXIII all’apertura del Concilio
Vaticano l’11 ottobre 1962.
Ecco qua, l’una a fianco all’altra, due limpide definizioni
del “Cristianesimo così com’è”; a questo proposito Lewis affermava:
Paragonato alle ere, “il Cristianesimo così com’è” si rivela essere non
un’insipida e interdominazionale [sic!] trasparenza, bensì qualcosa di assoluto,
stabile e inesauribile”.
26
Lewis non intendeva affatto che non ci fosse altra verità se non quella che lui
aveva assemblato nei suoi libri, o che si potesse fare a meno della Chiesa purché si
possedesse “il Cristianesimo così com’è”; intendeva invece dire che vi sono certe
convinzioni che chiunque deve accettare, se anche solo desidera definirsi cristiano.
So bene che la vostra attenzione è stata catturata quanto la mia quando il futuro
Benedetto XVI mise i Cardinali riuniti in Conclave in guardia contro “la dittatura del
relativismo”. Il papa sa meglio di chiunque altro che questa particolare dittatura
vorrebbe persino tentare di cambiare “il deposito della Fede” cosicché esso NON
continui a mantenere “il suo senso e la sua accezione”. Mi ha dato grande gioia
scoprire che quando tenne la conferenza Fisher a Cambridge nel 1988 il Cardinal
Ratzinger la dedicò all’Abolizione dell’Uomo di Lewis.
In essa si trovano le più
raffinate affermazioni di Lewis sulla Legge Naturale e se per un qualsiasi motivo
aveste l’occasione di leggere solo uno fra i suoi libri, questo è quello da scegliere!
Se mi scusate, mi piacerebbe menzionare anche il grande Papa che ha
abbracciato le ere, Giovanni Paolo II. Mi sono sentito sopraffatto quando mi fece
giungere notizia che avrebbe avuto piacere che io andassi a Roma.
Nell’udienza che
ebbi con lui nel 1984, cominciò con il chiedermi se io “volessi ancora bene al mio
vecchio amico, C.S. Lewis”. Continuò con il chiedermi com’era fatto Lewis, e fu
probabilmente sorpreso quando io risposti – in tutta verità – “Come lei.” Speravo
davvero che lui mi svelasse che cosa pensava di Lewis, e alla fine dell’udienza mi
disse: “C.S. Lewis sapeva quel era il suo apostolato… e lo portò avanti!”
Una domanda che mi viene spesso posta è che cosa farebbe Lewis se fosse vivo
al giorno d’oggi. Se fosse tra noi oggi, resterebbe nella Chiesa Anglicana o
diventerebbe Cattolico? Ovviamente la risposta è che non lo so, ma sono convinto
che niente avrebbe mai potuto persuadere Lewis ad abbandonare “il Cristianesimo
così com’è”. Se Lewis tornasse in vita in quest’istante, ci sarebbe una sorpresa ad
aspettarlo: la Chiesa Anglicana, a parte poche parrocchie isolate, ha abbandonato “il
Cristianesimo così com’è” e ha scambiato quello che il benedetto papa Giovanni
XXIII chiamava “il deposito della fede” con lo Spirito del Tempo.
Opere scritte da Walter Hooper
 
  • C.S. Lewis: A Biography (co-authored with Roger Lancelyn Green) (1974)
  • Study guide to The Screwtape Letters" with Owen Barfield (1976)
  • Past Watchful Dragons: The Narnian Chronicles of C.S. Lewis (1979)
  • With Anthony Marchington Through Joy and Beyond: The Life of C.S. Lewis (1979)
  • The Chronicles of Narnia Soundbook (TLWW, TVOTDT, PC, TSC) (abridged) with program booklet by Walter Hooper (1980)
  • Through Joy and Beyond: A Pictorial Biography of C.S. Lewis" (1982)
  • War in Deep Heaven: The Space Trilogy of C.S. Lewis (1987)
  • C.S. Lewis: A Companion and Guide (1996)
  • C.S. Lewis: A Complete Guide to His Life and Works (1998)

Inoltre , Hooper ha pubblicato  circa 30 libri relativi a  manoscritti e lavori scolastici di Lewis  .

I seguenti lavori sono stati editi da  Hooper:

  • All My Road Before Me: The Diary of C.S. Lewis, 1922-27. San Diego: Harcourt, 1991.
  • Boxen: The Imaginary World of the Young C.S. Lewis. New York: Harcourt, 1985.
  • Christian Reflections. Grand Rapids: Eerdmans, 1967.
  • C.S. Lewis: Collected Letters, Volume 1: Family Letters (1905-1931). London: HarperCollins, 2000.
  • C.S. Lewis: Collected Letters, Volume 2: Books, Broadcasts and War (1931-1949). London: HarperCollins, 2004.
  • C.S. Lewis: Collected Letters, Volume 3: Narnia, Cambridge and Joy (1950-1963). London: HarperCollins, 2006.
  • C.S. Lewis: Readings for Meditation and Reflection. San Francisco: Harper, 1992.
  • God in the Dock: Essays on Theology and Ethics. Grand Rapids: Eerdmans, 1970.
  • Narrative Poems. Edited with preface by Walter Hooper. New York: Harcourt Brace Jovanovich, 1969.
  • Of Other Worlds: Essays and Stories. Edited with preface by Walter Hooper. New York: Harcourt, Brace & World, 1966.
  • On Stories, and Other Essays on Literature. Edited with preface by Walter Hooper. New York: Harcourt Brace Jovanovich, 1982.
  • Poems. New York: Harcourt Brace Jovanovich, 1964.
  • Present Concerns. San Diego: Harcourt Brace Jovanovich, 1986.
  • Selected Literary Essays. London: Cambridge University Press, 1969.
  • Spirits in Bondage: A Cycle of Lyrics. Edited with a preface by Walter Hooper. New York: Harcourt Brace Jovanovich, 1984.
  • Studies in Medieval and Renaissance Literature. Collected by Walter Hooper. New York: Harcourt, Brace & World, 1066.
  • The Business of Heaven: Daily Readings from C.S. Lewis. San Diego: Harcourt, 1984.
  • The Collected Poems of C.S. Lewis. London: Fount, 1994.
  • The Dark Tower & Other Stories. New York: Harcourt Brace Jovanovich, 1977.
  • The Weight of Glory and Other Addresses (revised and expanded). Edited with introduction by Walter Hooper. New York: Macmillan, 1980.
  • They Stand Together: The Letters of C.S. Lewis to Arthur Greeves (1914-1963). New York: Macmillan, 1979.
  • Letters of C.S. Lewis. Edited with a memoir by W.H. Lewis. Revised and enlarged by Walter Hooper. New York: Harcourt Brace, 1988.
 

real Narnia

Hooper su Voyager in Tv

http://www.narnia.it/tesiilaria.htm

 

 

 

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