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 Il quadro di piazza Garibaldi a
Narni  1889

 

 



Il quadro della Cassa di Risparmio.

tutti noi Narnesi abbiamo ormai impresso nella mente la gigantografia che
campeggia
sulla parete frontale della sede Carit di Narni Centro.

Quella scena rappresenta piazza Garibaldi con la sua fontana diversi anni fa, quando ancora non c'erano macchine e nella piazza si svolgeva il mercato ed i cavalli si abbeveravano nel fontanile adiacente la nostra fontana.

La notizia e' che un mio omonimo Ingegner Fortunati , mi ha contattato dicendomi appunto di essere in possesso del bozzetto originale di tale quadro , che per altro ad oggi e' stato tratto da una riproduzionefotografica pervenuta , si dice , dall'Inghilterra , come stampa tratta da un calendario o qualcosa di simile.

Inoltre grazie a appassionati di immagini di Narni come Leo Emiri , da tale stampa sono state tratte molte altre copie che ormai fanno bella mostra in molte case narnesi.
Molte sono le ipotesi sulle origini di tale quadro ,da una ricerca di dettaglio e grazie ad un disegno preparatorio recante firma e data , si è potuto risalire all'autore di tale quadro ,ora attribuibile a Francesco Raffaele Santoro. 


nella foto il pittore è immortalato davanti  alla chiesa di San Francesco a Narni.

SANTORO FRANCESCO RAFFAELE

Cosenza, 1844 – Roma, 1927
Figlio e allievo di Giovanni Battista, pittore al tempo assai noto, studiò a Napoli, trasferendosi nel 1863 in Inghilterra, dove sposò una ricca scozzese. Nel 1865 fu certamente in Calabria, a Cosenza e nei paesi viciniori; e traccia di questa permanenza sono alcuni Ritratti ( uno dei quali datato ) a Villa Filosa dell’ing. Pietro Mari in Aprigliano. Rimasto vedovo, risposò un’ inglese da cui ebbe tre figlie. Si trasferì pertanto a Edimburgo, ma nel 1885 fece ritorno in Italia, vivendo a Roma in inverno, con studio in via San Basilio 13, poi in via Sistina 123 e infine in via di Porta Pinciana 14, a Spoleto in estate. Fu presente a numerose esposizioni: Promotrici Napoletane del 1863, con La lettura; 1869, con Tutti l’ultimo sospiro mandano i petti alla fuggente luce, da un’opera del Foscolo; 1879, con Fontana di Piano Scarano - Viterbo, Ponte rotto - Roma; 1881, con Checca – Costume della campagna romana e due Ricordi di Rocca di Papa; Mostra Nazionale di Napoli del 1877, con Il lutto in Fuscaldo; Torino, dal 1875 al 1893 ( nel 1880, con Il medico dell’anima, Assorte ad altri affetti e Momento d’ozio ); Genova, dal 1876 al 1895; Milano, 1881, con tre opere di genere, Dopo il lavoro, Ricordo di Amalfi, Prima tappa; Venezia, 1887, con Dolce far niente; Bologna, 1888, con Ricordo delle montagne di Carrara. Espose più volte alle Esposizioni degli Amatori e Cultori di Roma: 1876, con La lettura; 1886, con cinque Paesaggi inglesi; 1903, con Teatro La Fenice, Nella laguna, San Anzano - Spoleto, Il chierico, Venezia, entrando a far parte, nel 1891, del gruppo degli “acquerellisti”, con i quali espose, nello stesso anno: Duomo di Narni, Via XX Settembre - Narni, Nell’intervallo; nel 1900: Campagna romana, Le lampade si spengono, Chiesa del San Salvatore - Spoleto; nel 1902: tre opere su Venezia; e ancora fino allo scioglimento del sodalizio, di cui ricoprì le cariche di consigliere, tesoriere, segretario, vice - presidente . Fu invitato alla 1a Mostra Calabrese d’Arte Moderna di Catanzaro del 1912, ove presentò fotografie di otto grandi quadri di soggetto calabrese e gli acquerelli La Rocca di Spoleto, e Studio. Dipinse ad olio e ad acquerello e fu un apprezzato paesaggista, avvalendosi a volte come supporto dei suoi quadri di fotografie dei luoghi da dipingere, e diventando di conseguenza anche un ottimo fotografo. Una sua opera, Le fonti del Clitumno, venne acquistata dalla Regina Margherita e donata alla città di Bologna ( ora alla Biblioteca Carducci ). Nella Galleria civica d’arte moderna di Torino Ricordo di Portici, 1875. Molto belle le sue vedute romane e calabresi ( Isola di Dino, acquerello, Cosenza, collezione privata ), encomiabili per efficacia di colore e correttezza di disegno. Tra il ’92 e il 2000 sono stati battuti in aste nazionali e internazionali ben 16 dipinti e altrettanti acquerelli dell’artista.



Tratto dal volume

arte di calabria



Arte di Calabria tra Otto e Novecento: dizionario degli artisti calabresi nati nell'Ottocento

Di Enzo Le Pera

Pubblicato da Rubbettino Editore srl, 2001


Maggiori dettagli sulla vita artistica e sulle opere di Rubens e di Francesco Raffaele Santoro si possono leggere su due interessanti articoli del critico d'arte Tonino Sicoli: Il cantore di luce e Il fascino delle Popolane, pubblicati sul Quotidiano della Calabria, edizione della domenica, rispettivamente il 22.2.2009 e il 14.11.2010.




si ringrazia per la ricerca sulla famiglia Santoro il prof. Paolo Chiaselotti

e gli amici di  Fuscaldo e di San Marco Argentano.

Le foto del pittore sono di proprietà degli Eredi Attanasio (Siracusa). 

Una curiosità è l'acroterio 

per un periodo fu a San Domenico , ma prima faceva parte della fontana di piazza Garibaldi mentre ora è il pezzo piu' in vista della sala del Camino a palazzo Eroli ...

Viene raffigurato nel quadro come elemento della fontana che faceva zampillare l'acqua nella vasca per abbeverare i cavalli , che un tempo era elemento centrale della fontana . 

E' un tipico esempio di riuso , infatti in origine doveva essere un reperto dell'antica Narnia romana , probabilmente pietra angolare di un sarcofago o elemento angolare di un tetto.

Tale vasca fu poi rimossa , mentre l'acroterio è ora al museo cittadino.

L'acroterio quindi almeno fino al 1889 era nella fontana di piazza Garibaldi.

Come testimonia il quadro di Santoro.

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