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Personaggi Narnesi

del Risorgimento

 Calvino Salvatore

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Nato a Trapani il 25 dicembre 1820 da Giuseppe eminente giurista e da Angela Lombardo muore a Roma il 22 settembre 1883. Garibaldino ed uno dei mille nel 1860 . Vive l'estate a Narni tra il 1877 ed il 1883 , compera e ristruttura l'ex convento dei cappuccini vecchi a Selva antica. Il convento era stato fondato dopo il sacco dei lanzi 1537 voluto dal Cardinale Scotti e finanziato dalla famiglia Geremia, viene abbandonato per diversi anni tra il 1600 ed il 1700 i frati si spostano a cappuccini nuovi , poi tornano in numero di 12 e restano fino al 1860 . Non lasciano nulla di interessante , ne come opere d'altre che come arredi.

 

Grande personaggio siciliano partecipa ai moti del 48 come protagonista e poi esule a Genova , organizza la partenza dei Mille , è figura di spicco accanto a Garibaldi in molte occasioni che lo vorrebbe dittatore della Sicilia , fu eletto deputato per la Sicilia per la sinistra nel collegio di Monreale dal 1861 al 1871 poi diventa provveditore agli studi ed ispettore per gli istituti tecnici . Nel 1870 compera a Narni il convento dei Cappuccini Vecchi , dopo averlo ripreso da un primo acquirente , lo ristruttura e lo utilizza per la villeggiatura con sua moglie Francesca Fongi , che alla sua morte , si stabilirà piu' stabilmente a Narni dove vivrà per circa 40 anni , conoscendo i Valli ed il figlio Giuseppe Calvino (1875-1933) diventa marinaio e va in Cina per i moti del 1900 conoscendo Mario Valli anche lui ufficiale di marina, comandante in Cina nel 1900 del contingente italiano a Tien Sing, Nel periodo della rivolta dei Boxer, scrive i libro " Gli avvenimenti in Cina nel 1900" . Conosce anche il Martinori .

http://www.itccalvinotp.it/calvino.htm

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tratto dalla Enciclopedia Treccani

Salvatore Calvino Salvatore Calvino nacque a Trapani il 25-12-1820. Laureatosi in giurisprudenza presso l'Università di Palermo, partecipò attivamente ai moti insurrezionali del 1848, contribuendo, sotto la guida di Enrico Fardella, alla liberazione della città di Trapani.

Successivamente si recò a Messina per unirsi al generale Ribotti, che tentava la liberazione della Calabria. Fatto prigioniero dalle truppe borboniche subì per oltre un anno il carcere di S.Elmo e, successivamente, fu costretto all'esilio a Genova. Dopo la dichiarazione di guerra all'Austria del 1859 chiese ed ottenne di far parte del corpo di volontari "Cacciatori della Magra".

Dopo l'armistizio di Villafranca sostenne la necessità che il corpo dei volontari non venisse sciolto e diventasse il primo nucleo di un esercito nazionale rivoluzionario per la liberazione e la unificazione dell'Italia.

In questo periodo ebbero inizio i suoi rapporti con Garibaldi, rapporti destinati a diventare nel tempo sempre più stretti e solidali, al punto che durante la spedizione dei Mille il Calvino fece parte dello Stato Maggiore del Generale e, dopo la conquista di Palermo, fu incaricato insieme al Crispi di trattare la resa con i Borboni. Nominato Segretario di Stato per la Guerra nel Governo provvisorio siciliano costituito sotto la presidenza di un altro illustre trapanese, il marchese di Torre Arsa, il Calvino si oppose all'annessione immediata della Sicilia al regno di Piemonte, conformemente alle sue idee ed alle sue aspirazioni che postulavano la creazione di uno Stato siciliano unitario, formato su un piano di parità da tutti i vecchi Stati della penisola. Dopo il plebiscito che sancì l'annessione al Regno di Piemonte, il Calvino fu eletto deputato al Parlamento Nazionale, in seno al quale si fece tutore degli interessi delle popolazioni siciliane e dei diritti dei garibaldini. Il provvedimento di scioglimento dell'esercito dei volontari provocò in lui grande amarezza, che, tuttavia, non gli impedì di compiere quanto era in suo potere per calmare lo sdegno dei suoi vecchi compagni di lotta. La sua azione non fu gradita al Governo Centrale, che addirittura lo fece arrestare come cospiratore. Riconosciuta la sua innocenza, a seguito di accesi dibattiti parlamentari, il Calvino fu reintegrato nel suo rango di parlamentare, che mantenne fino al 1870, salvo la parentesi della terza guerra di indipendenza, alla quale partecipò ancora a fianco di Garibaldi, nel corpo dei volontari.

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Dopo la presa di Roma decise di ritirarsi a vita privata e di darsi agli affari. Insieme a Nino Bixio fondò una impresa di importazioni ed esportazioni con l'Oriente. Ma il suo disegno non ebbe pratica attuazione sia per la sopraggiunta morte del Bixio . La lunga esperienza di parlamentare favorì il suo ingresso nell'amministrazione dello stato; egli ricoperse le cariche di Ispettore statale degli Istituti Tecnici, di Provveditore agli Studi, di Commissario al Comune di Genova, di Segretario al Consiglio di Stato, ed, infine, di Consigliere di Stato. Morì il 22-9-1883.

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Trapani L'Istituto Tecnico cominciò la sua attività nel 1870 su due sezioni : " Agrimensura" e "Commercio e amministrazione"; mentre due anni dopo fu istituita la sezione "Fisico-matematica". Con R.D. 31/08/1887, n. 5006, l'Istituto, che nel 1883 era stato intitolato a Salvatore Calvino, fu statalizzato. Nel periodo dal 1901 al 1912 esso visse una particolare intensa esperienza didattica, tendente ad una strutturazione flessibile del prodotto culturale in stretta correlazione alle esigenze del mercato del lavoro.

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Commissione d'inchiesta sulle condizioni morali ed economiche della provincia di Palermo 1867 gennaio 31 - 1867 luglio 02

La Commissione parlamentare d'inchiesta sulle condizioni morali ed economiche della provincia di Palermo fu istituita a seguito della proposta dei deputati Antonio Mordini, Giovanni Fabrizi, Agostino Bertani, Angelo Bargoni, Salvatore Calvino, Benedetto Castiglia, Lorenzo di Roccaforte, Francesco Crispi e Luigi La Porta.

A Calvino sono stati dedicati anche alcuni francobolli ed annulli filatelici .

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nel 2010 in occasione dei centonovanta anni dalla sua nascita.

 

     

 


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