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San Bernardino da Siena 

a Narni 

 

 
 
 
San Bernardino da Siena (1380-1444)
Molte sono le tracce di questo santo a Narni , la sua opera è importante allo Speco Francescano di Sant’Urbano,che fu da lui restaurato nella prima metà del 1400. Dal chiostro si entra nel quattrocentesco Refettorio di San Bernardino, dove si conservano le antiche tavole e un lavello in pietra. Al piano superiore sono situate le celle del Convento di San Bernardino; fondato dal predicatore francescano per accogliere i novizi dell'ordine, ospitò, oltre allo stesso Bernardino, il beato Giovanni Bonvisi da Lucca e il beato Pietro da Rieti.

 In molti edifici di Narni è presente il simobolo IHS con il sole a dodici punte, circa quaranta di tali immagini per ora, da me censite,  nella città .  


San Bernardino ideogrammi

Via san Giuseppe  mattonella n.50 yhs


Via san Giuseppe  n.22 zio silvano ihs metà


Via san Giuseppe  n 14  giombolini dottore yhs

Via Mazzini 24 piccola variante phs

Via Aurelio saffi  n   casa Manini yhs

Via xx settembre  davanti a Abati yhs

Via xx settembre  vecchio negozio dhs

Via xx settembre  angolo via Sforza n. 15 ihs

via della pigna n.6  phs  angolo Vicolo Velino

Via Aspromonte vicino Marcella yhs

Chiesa san Francesco cappella Eroli YHS

Chiesa san Francesco affresco

Via del Canale 13 yhs

Via gatta 64 yhs

Ospedale Narni YHs


Via della Pinciana yhs

Via Aspromonte vicino Mancinelli  

Duomo di Narni
  

Cristogrammi mariani MM ihs

Via XX settembre  36 casa Ricci

Via Saffi 3 Palazzo Eroli

Via Gattamelata 44 Marone

Via Mazzini 8 Assassino

Via Mazzini 30  Daniele

Via Matteo 3 da Narni

Via Federico Benincasa


Narni sotterranea

Ospedale Narni
 

 

San Bernardino da Siena (1380-1444) nel 1417 fu nominato Vicario della provincia di Toscana e si trasferì a Fiesole, dando un forte impulso alla riforma in atto nell’Ordine Francescano. Contemporaneamente iniziò la sua straordinaria predicazione per le città italiane, dove si verificava un grande afflusso di fedeli che faceva riempire le piazze; tutta la cittadinanza partecipava con le autorità in testa, e i fedeli affluivano anche dai paesi vicini per ascoltarlo. Dal 1417 iniziò a Genova la sua prodigiosa predicazione apostolica, allargandola dopo i primi strepitosi successi, a tutta l’Italia del Nord e del Centro.

A Milano espose per la prima volta alla venerazione dei fedeli, la tavoletta con il trigramma; da Venezia a Belluno, a Ferrara, girando sempre a piedi, e per tutta la sua Toscana, dove ritornava spesso, predicò incessantemente; nel 1427 tenne nella sua Siena un ciclo di sermoni che ci sono pervenuti grazie alla fedele trascrizione di un ascoltatore, che li annotava a modo suo con velocità, senza perdere nemmeno una parola.Bernardino predica contro l’usura, e gli alti tassi di interesse chiesti dagli ebrei, le sue prediche porteranno poi Bernardino da Feltre a fondare i monti di pietà, che saranno voluti  dai francescani che anche a Narni creeranno con il cardinale Berardo Eroli il primo monte di pietà nel palazzo comunale. 

 Riformatore dell’Ordine Francescano,Bernardino, che fin dal 1421 era Vicario dei Frati Osservanti di Toscana e Umbria, nel 1438 venne nominato dal Ministro Generale dell’Ordine Francescano, Vicario Generale di tutti i conventi dell’Osservanza in Italia. Nella sua opera di riforma, portò il numero dei conventi da 20 a 200; proibì ai frati analfabeti o poco istruiti, di confessare e assolvere i penitenti; istituì nel convento di Monteripido presso Perugia, corsi di teologia scolastica e di diritto canonico; s’impegnò a fare rinascere lo spirito della Regola di s. Francesco, adattandola alle esigenze dei nuovi tempi.Rifiutò per tre volte di essere vescovo di diocesi, che gli furono offerte.

La cappella Eroli nella chiesa di San Francesco, a Narni, detta originariamente cappella di San Bernardino,viene decorata probabilmente dopo il 1461, dal pittore folignate Pier Antonio Mezzastris (1430 - 1506), come si ricontra dalla firma, analizzata da Umberto Gnoli nel 1923, apposta su un gradino dell'affresco riguardante il Sogno di Innocenzo III. Per gli episodi della vita del santo l'autore si è ispirato ai lavori di Benozzo Gozzoli (1420 - 1497) nella chiesa di San Francesco a Montefalco mentre per quelli in cui è protagonista San Bernardino, come l'Incontro con Eugenio IV e il Miracolo della donna risanata, si è rifatto alle ambientazioni dello spoletino Iacopo Vincioli, definito dagli studiosi "espressionista gozzolesco", nella stessa chiesa.

E' evidente, quindi, il tentativo di conciliare la visione dei Conventuali con quella degli Osservanti, di cui era espressione appunto San Bernardino. Gli Eroli avevano indubbiamente la possibilità di reclutare artisti nel bacino folignate e il Mezzastris, seguace del Gozzoli e imparentato con Bartolomeo di Tommaso, è uno di questi. 

A Firenze nel museo del Bargello,nella sala piu’ importante detta del Donatello, accanto alle opere del grande artista che tutti conoscono , anche per la famosa statua equestre fatta a Padova per il nostro Erasmo da Narni .

Proprio all’ingresso del salone , fa bella mostra di se la statua di San Bernardino da Siena , realizzata dal Vecchietta per la chiesa di San Francesco a Narni e esposta per lungo tempo presso la cappella Eroli. Infatti fu il cardinale Berardo Eroli a commissionarla al Vecchietta , che a Narni realizzò altre opere importanti come la tavola di San Giovenale, la statua di Sant’Antonio Abate , altri busti di san Bernardino , magari grazie anche alla mediazione di qualche potestà Narnese che in quel tempo era a Firenze.La statua di san Bernardino racconta Giovanni Eroli realizzata tra il . 1462 e -63 è in legno policromo e restò per lungo tempo sull’altare della cappella Eroli a Narni , sulla sua base si legge OPUS LAVRENTI PETRI PICTORIS SENENSIS. La statua rappresenta San Bernardino che sostiene un pannello con il monogramma IHS.

 Altre opere legate a San Bernardino sono presenti al museo Eroli ove il nostro Santo è raffigurato anche nella pala del Ghirlandaio, indicando ulteriormente , la particolare devozione della città di Narni a questo Santo.

A Firenze nel museo del Bargello 

Nella sala piu’ importante detta del Donatello , accanto alle opere del grande artista che tutti conoscono , anche per la famosa statua equestre fatta a Padova per il nostro Erasmo da Narni .

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Proprio all’ingresso del salone , fa bella mostra di se la statua di San Bernardino da Siena , realizzata dal Vecchietta per la chiesa di San Francesco a Narni e esposta per lungo tempo presso la cappella Eroli .

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Infatti fu il cardinale Berardo Eroli a commissionarla al Vecchietta , che a Narni realizzò altre opere importanti come la tavola di San Giovenale, la statua di Sant’Antonio Abate , altri busti di san Bernardino , magari grazie anche alla mediazione di qualche potestà Narnese che in quel tempo era a Firenze.

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La statua di san Bernardino racconta Giovanni Eroli realizzata tra il . 1462 e -63 è in legno policromo e restò per lungo tempo sull’altare della cappella Eroli a Narni , sulla sua base si legge OPUS LAVRENTI PETRI PICTORIS SENENSIS. La statua rappresenta San Bernardino che sostiene un pannello con il monogramma IHS. La statua è sostenuta da un gruppo di angeli che presumibilmente lo stanno portando in Paradiso dopo la sua morte avvenuta nel 1444.

Ci sono vari documenti che certificano la sua presenza nella cappella Eroli , come ad esempio un bolla papale del (1464) in cui il Papa Pio II concede indulgenze a chi visita la cappella, dedicata a San Bernardino da Siena.

La statua era documentata ancora nella cappella nel 1659, quando era circondata da immagini o statue ora perdute, di San Louis di Tolosa e di Sant’Antonio da Padova. E’ documentata ancora nel 1747, e successivamente fu porta nella chiesa di San Giuseppe, dove fu documentata nel 1872 e nel 1896. Lo stesso Giovanni Eroli descrive questo con un immagine di un cielo stellato nel suo libro del 1898. Successivamente fu venduta al museo del Bargello a Firenze , dove entra nel 1910.

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La statua proveniente da Narni fa bella mostra di se, accanto ai lavori del Donatello , tra cui abbiamo notato un’altra curiosità relativa allo stemma della famiglia Martelli realizzato dallo stesso Donatello e raffigurante un Grifone giallo in campo rosso molto simile allo stemma della città di Narni .

 

vedere anche dettaglio sui potestà a Firenze 

Il duomo di Firenze nel 1357

Vescovo Tinacci che benedì i pilastri di fondazione nel 1357

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Cappella Eroli Virtuale

San Francesco 

 

 

 

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