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1867

anno difficile

Villa Glori e Montelibretti

 

l’antica torre di Pescecotto,

(zona di Maratta vicino alle cave di Cipiccia)pesceP2240019.jpg (83095 byte)

Nel 1867, l'anno di Mentana, Terni e Narni  saranno le sentinelle avanzate , il centro del Comitato Esecutivo Insurrezionale per il moto su Roma.

Ancora una volta Garibaldi con i suoi Garibaldini provano a far divenire Roma Capitale del nuovo stato italiano.

Pietro Faustini riunirà oltre cento volontari nel suo podere al Vocabolo Pescecotto e ospiterà Enrico Cairoli e i 75 che partiranno per immolarsi a Villa Glori.21) .

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sui fratelli Cairoli leggere anche la bella poesia che inizia così:

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tratto da :

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FAUSTINI Pietro (n. 21-XI-1825 a Terni, m, 31-I-1892 ivi). Fece le campagne del '48 e '49. Di lui scrisse Garibaldi che " aveva preso parte attivissima come volontario a tutte le guerre combattute per la patria indipendenza dal 1848 in poi "; e che " sebbene non fosse effettivamente nominato ufficiale, giacchè mai ne dimostrò il desiderio, pure per la di lui ammirabile abnegazione e il disinteressato patriottismo lo si teneva in molto conto: e prova, ne sia che lo si volle dal Triumvirato distinguere, affidandogli sempre delicate ed importanti missioni, fra le quali la non indifferente di dirigere nel 1849 le fortificazioni di Roma, e dal Governo nazionale di reclutare volontari nella provincia umbra. . . ". Dopo la caduta della Repubblica, tornò a Terni a cospirare, e la sua casa, convegno di tutti i liberali' concittadini, divenne sede del Comitato d'arruolamento tutte le volte che si organizzarono schiere di valorosi per le battaglie dell'indipendenza. Nel, giugno del '67 invitato da alcuni imprudenti a "nome del Comitato Centrale d'insurrezione* e ingannato da false notizie d'una imminente sollevazione dei Romani, radunò in un suo fondo a Pescecotto 105 volontarì e con essi mosse verso il confine alla volta di Roma. Ma sui monti della Fara l'esercito regolare li sorprese, costringendoli a sciogliersi e, in parte, arrestandoli. Il Faustini,

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ammanettato sotto buona scorta fu tradotto a Narni, e poi a Bologna e a Firenze, dove fu processato e assolto. Ravvivata per quell'infelice tentativo l'agitazione, il F, divenne nuovamente il centro dell'organizzazione e la sua casa l'officina dove si fabbricavano le carituccie e si preparavano i fucili per la spedizione. E poiché egli, com'ebbe a dichiarare lo stesso Garibaldi, non aveva " mai mancato agli affidatigli molteplici e compromettenti incarichi, lo si volle finalmente onorare del grado di Presidente del Comitato insurrezionale per la liberazione di Roma, il quale posto copri sempre con onore e con abnegazione senza pari..... ".

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Prima della giornata di Mentana, Garibaldi profugo da Caprera sostò in casa del Faustini, dove una lapide marmorea ricorda oggi la dimora di lui. Nella organizzazione dei volontarì per l'impresa di Roma il Faustini, che già aveva sacrificato gran parte del suo patrimonio alle idealità della patria, esaurì quasi completamente le

sostanze domestiche: ond'egli, per provvedere ai 'bisogni della famiglia dovè dedicarsi tutto all'agricoltura e agli altari, pronto sempre però a prestar l'opera sua quando fosse richiesta pel pubblico bene. Fu detto " il Garibaldi di Terni ".

Nota a cura di G. DEGLI AZZI

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Gian Biagio Furiozzi

L'Unione liberale. Durante il pe­riodo elettorale (15-23 nov. 1890) il settimanale diventa quotidiano e riporta notizie da tutto il collegio a sostegno dei candidati del Comitato monar­chico-liberale Edoardo Arbib, Michele Amadei, Augusto Lorenzini, Cesare Franceschini. 18>

Ma L'Avvenire di Terni e dell'Umbria non era il solo organo locale a lanciare grida d'allarme; era stato addirittura anticipato di parecchi anni dalla Nuova Umbria, organo dell'Associazione Progressista di Spoleto. Que­sto giornale, in una corrispondenza da Terni del 26 aprile 1877, scriveva: Speriamo che le seduzioni con cui il cosiddetto internazionalismo cerca di adescare il povero operaio, non travieranno i nostri al punto di farne una leva di disordine... .19) Che cosa accadeva a Terni da allarmare così tanto l'organo di un'associazione che si definiva progressista? Accadeva che si stavano formando numerose nuove associazioni operaie: Società dei Reduci, Società di Mutuo Soccorso, Società degli Artieri, Società dei Sarti, Società dei Cappellai, Società dei Calzolai, Società degli Agricol­tori. 30 E il giornale spoletino sapeva bene di qui il suo grido d'allar­me che il 30 aprile 1877 queste Società avrebbero organizzato cortei e riunioni per festeggiare la ricorrenza dell'anniversario della Repubblica Romana del 1849, che sarebbero stati inviati telegrammi all'ex Triumviro Aurelio Saffi e a Garibaldi.

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Ed era ancor fresca la memoria di altri episodi, ed erano vivi uomini che avevano contribuito non poco alle lotte risorgimentali. Il vicino borgo Collescipoli fra il 1831 e il 1867 aveva dato 21 volontari, 23 soldati rego­lari e 3 morti nella campagna del 1866. A Collescipoli era nato il patriota garibaldino Giovanni Froscianti, che fin dal 1847 si distinse a Terni durante una sommossa popolare contro il clero e gli aristocratici, responsabili della carestia e della fame. La Repubblica Romana del 1849 ebbe due ternani come deputati:

il medico Rinaldo Giannelli e l'ingegnere Ottavio Coletti.

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Repubblicani e Garibaldini ternani .

Nel 1867, l'anno di Mentana, Terni sarà la sentinella avanzata , il centro del Comitato Esecutivo Insurrezionale per il moto su Roma: Pietro Faustini riunirà oltre cento volontari nel suo podere al Vocabolo Pescecotto e ospiterà Enrico Cairoli e i 75 che partiranno per immolarsi a Villa Glori.21) Queste memorie, e il proliferare delle associazioni operaie erano destinate ad aumentare, in seno alla borghesia locale, le preoccupazioni, a tal punto che in occasione delle surricordate celebrazioni della Repubblica Romana s'era sparsa la voce, ripresa anche da qualche organo di stampa, che a Terni era addirittura stata proclamata la Comune.

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JS) G. GIANI, Cento Anni d'Acciaio. Bibliografia dell'industrializzazione, Terni, Carit, 1984, p 207.

19) La Nuova Umbria. Monitore dell'Associazione Progressista, Spoleto, a. II, 26 apri­le 1877.

20J Cfr, R. MANGIAI, op. eh., p. 16.

21) Cfr. M pp. 13-14.

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Come ricorda questa lapide a Narni presso la piazza Garibaldi

Anche dei Narnesi trovarono la morte in combattimento per cercare di conquistare Roma nel 1867.

Dalla lapide si legge che essi furono  :

Montelibretti 13 ottobre 1867

Angelucci Romolo, Belli Placido, Del Pozzo , Flavioni Luigi, Latini Ercole, Magari Domenico ,Magari Luigi,

Mei Francesco, Pastaccini Domenico

Anno 1970 centenario di Roma Capitale.

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Così la battaglia di Mentana e Monterotondo

viene raccontata

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A Terni, comunque, 106 giovani si radunarono nell’ex convento di San Martino tentando di entrare nei territori della Santa Sede, ma sul confine trovano un reparto dei nostri granatieri che li costrinsero a sciogliersi. Garibaldi giunse a Siena e proclamò l’insurrezione per l’autunno a venire inviando il Cucchi a Roma, il figlio Menotti nel Mezzogiorno e Giovanni Acerbi a Torre Alfina, vicina ad Orvieto, tutti a cercar volontari. Il Rattazzi, pressato dai Francesi, invitò, dopo il suo ritorno da un viaggio politico in Svizzera, Garibaldi a ritirarsi a Caprera. Nel frattempo da 220 comuni d'Italia grandi e piccoli affluivano i Volontari in risposta all'appello di Garibaldi. La Campagna dell'Agro Romano per la liberazione di Roma, come fu chiamata quella del 1867 (ultima con la presenza di volontari in Italia). Durò circa 45 giorni concludendosi sfortunatamente il 3 novembre a Mentana. Garibaldi, elusa la sorveglianza di Caprera, raggiunse il figlio Menotti a fine ottobre puntando sulla conquista di Monterotondo, presidio pontificio. Il 28 ottobre, al termine di cruenti scontri tra garibaldini e pontifici, la città fu occupata dai volontari. Da Monterotondo Garibaldi con il suo stato maggiore si accostò più volte alla periferia romana sperando in un'insurrezione. In quei giorni ci fu il sacrificio dei Fratelli Cairoli a Villa Glori e, in città quello della Tavani Arquati. L'anno successivo il governo pontificio fece decapitare i patrioti Monti e Tognetti, malgrado un appello alla clemenza del Re Vittorio Emanuele II. Garibaldi, valutata l'impossibilità di andare a Roma, decise da Monterotondo di puntare su Tivoli per sciogliere la legione. Ritardi nella partenza, ordini mal capiti, richieste di intervento di reparti garibaldini disattesi portarono allo scontro del 3 novembre 1867 tra i pontifici e quanti restavano dei garibaldini a seguito di numerose diserzioni. Furono i pontifici a sconfiggere Garibaldi e i suoi volontari. A cose fatte arrivarono i Francesi che stentarono ad intervenire come testimonia, citando i documenti, il saggista Lorenzo Innocenti nel volume sul risorgimento italiano visto attraverso la storia del reggimento Zuavi Pontifici 1860-1870. il fucile chassepot tanto decantato per aver fatto meraviglie, in pratica fu usato quasi come in un'esercitazione. L'arma, fabbricata in parte dalla Glisenti in Italia, ebbe scarsa fortuna e fu presto accantonata. Terminata la sfortunata battaglia Garibaldi con i suoi si ritirò a Passo Corese verso il suo destino. la Campagna dell'Agro Romano per la liberazione di Roma fu riconosciuta dallo stato sabaudo nel 1898 al termine di complessi dibattiti parlamentari. Tutti i riconoscimenti a quanti vi parteciparono, compresa la medaglia dei liberatori di Roma .

Video sulla sconfitta di Mentana

 

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Montelibretti nei Racconti

del Generale Ubaldi

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vedi anche   
umbria sud
 

 

 

     

 


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