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Matteo da Narnia

Scultore

Matteo da Narni il duomo di Ravello nei pressi di Amalfi

Lo scultore Matteo da Narni,realizza nel 1279 il ciborio del Duomo di Ravello ora presso il - Museo dell'Opera del Duomo.
La collezione testimonia le vicissitudini che il complesso monumentale della chiesa cattedrale ha attraversato nel corso dei secoli. Accoglie perlopiù ornati lapidei provenienti da arredi marmorei non più esistenti come il ciborio, realizzato al centro del transetto nel 1279 da Matteo da Narni, su commissione del nobile Matteo Rufolo, e smembrato nel 1773 a causa delle cattive condizioni statiche. Della pregevole struttura sono conservati presso il Museo: quattro architravi (utilizzati nel corso XVIII secolo come gradini della cattedra vescovile e della cappella di San Trifone), il tondo finemente mosaicato con l’Agnus Dei (già murato in corrispondenza dell'antico fonte battesimale), l’aquila, simbolo dell’evangelista Giovanni, (collocata fino al 1973 sulla lunetta del portale centrale), due capitelli, di cui uno corinzio e uno figurato, e tre colonnine.

pulpito nella cattedrale di Scala, trasferitovi nel 1597 dalla chiesa di Ognissanti a Campodonico, e pulpito in S. Giovanni del Toro a R., entrambi databili allo scorcio del sec. 12°; pulpito nel duomo di R., donato dalla famiglia Rufolo e firmato nel 1272 da Nicola di Bartolomeo da Foggia (v.), al quale si sarebbe affiancato, nel 1279, ancora per iniziativa della famiglia Rufolo,

un monumentale ciborio per l'altare maggiore eseguito da Matteo da Narni -, doveva essere completata da una ricca decorazione pittorica, presumibilmente di impronta bizantineggiante, a giudicare dai brani di affresco superstiti nella cripta dell'Annunziata di Minuto, ripetutamente collegati alle esperienze monrealesi. A officine palermitane del sec. 12° sono stati riferiti gli smalti cloisonnés della mitra nella cattedrale di Scala (Farioli Campanati, 1982), integrati nella prima metà del Trecento con smalti traslucidi prodotti da qualche officina campana, come quelli che ornano un calice, datato al 1332, e una patena nel tesoro della stessa chiesa (Leone de Castris, 1988; Lipinsky, Lipinsky, 1989). Qui si conserva anche un gruppo scultoreo ligneo di eccezionale interesse per qualità e cultura figurativa, raffigurante il Cristo deposto tra la Vergine e s. Giovanni, collegato a esperienze gotiche reimsiane di metà Duecento (Bologna, Causa, 1950).In età angioina, grazie ai rapporti assai intensi tra l'aristocrazia locale e la corte, giunsero dalla capitale manufatti e artisti, portatori di aggiornate istanze culturali (v. Angioini).


Molto interessante è il museo interno al Duomo dove sono raccolti molti reperti che ne componevano il ciborio originale del 1279, opera di Matteo da Narnia e dono di Matteo Rufolo, e rimosso nel XVIII secolo. Inoltre da notare il cosiddetto busto di Sigilgaita Rufolo, che fu opera di Nicolò di Bartolomeo da Foggia.

Il bue e il leone, provenienti dal ciborio, già collocati sulla fontana della piazza omonima e barbaramente trafugati nel 1975. Con Ravello Nostra.
Nel 1773 il ciborio di Matteo di Narni, donato nel 1279 da Matteo Rufolo e posto al centro del transetto, fu smontato per le cattive condizioni statiche. Il tempietto era costituito da quattro colonne che sorreggevano quattro architravi, sormontati agli angoli da sculture raffiguranti i simboli degli evangelisti. Un doppio ordine di colonnine, disposte rispettivamente lungo un perimetro poligonale e circolare, si innestava sulla struttura e terminava in alto con il tondo dell’Agnus Dei

«Col presente dichiariamo Noi Sottoscritti Governanti, Nobili e Cittadini di questa Città di Ravello, essendo stati più volte insistiti per parte del Reverendissimo Capitolo della Nostra Chiesa Cattedrale, e presentemente avendoci il medesimo con premura e sollecitudine avvertiti dell'imminente pericolo minaccia la Cupoletta di marmo esistente in detta chiesa di cadere a momenti per aver patito nuove grandi lesioni oltre quelle si ci erano osservate colle perizie fatte [...] siam venuti nella determinazione di demorirla con tutta la diligenza» (Archivio Arcivescovile di Amalfi

Parimenti interessante è il museo alloggiato nella cripta del Duomo: vi sono raccolti alcuni degli elementi che ne componevano il ciborio originale (1279), opera di Matteo da Narnia e dono di Matteo Rufolo, e rimosso nel XVIII secolo. 

Da notare il cosiddetto busto di Sigilgaita Rufolo, opera di Nicolò di Bartolomeo da Foggia

altra curiosità è una via a Narni 

dedicata allo scultore Narnese 


 

che sembra raccontare una storia tutta da approfondire 

http://www.treccani.it/enciclopedia/ravello-e-scala_%28Enciclopedia_dell%27_Arte_Medievale%29/

https://www.facebook.com/DuomoRavelloMuseoDellOpera

 

 

 


 

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