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Aldo D'Ormea (1887-1967)  

Ingegnere Industriale

 conosciuto a Narni 

e in Argentina

Aldo d’Ormea (1887-1967)


L’ ingegner Aldo d’Ormea nasce il 1887 a Roma
ed è a Narni a 24 anni nel 1911 dove vive fino al 1930 



La Fabbrica di Carburo a Narni
occupa molti operai  da documenti risulta che  vi erano 210 operai e 8 impiegati a Marzo del 1910.


L'ingegnere Aldo d'Ormea era a Narni nel 1911 per la costruzione della fabbrica del Carburo ,


La fabbrica di Carburo  fu avviata a Narni
il 3 Dicembre 1908



questa era la casa dove visse la famiglia D'Ormea
dal 1911 al 1917


sua moglie era Bianchini Maria,  inizialmente vivono nella casa dei dirigenti della ditta Carburo di Calcio a Narni Scalo al numero 44 .

Hanno poi  5 figli nati a Narni
Lorenzo nel 1913,
 


Maria Gabriela nata nel 1915

con un fratello gemello Paolo
che muore piccolissimo ,

Mario nato nel 1917,

Ugo d'Ormea nato nel 1918,




   Ugo,  dal suo atto di Nascita sappiamo che la famiglia è domiciliata presso le Grazie al numero 181.



Da alcuni articoli di giornale sappiamo che Aldo nel 1911 è il dirigente capo della ditta Carburo di Narni scalo, e ha una offerta di lavoro per andare a Tripoli per la banca d’Italia, ma tale offerta viene rifiutata ed Aldo resta a Narni .



la produzione di Calciocianamide





Elenco degli operai impiegati alla Carburo nel 1917






Aldo nella villa delle Grazie al 181 deve essere in affitto dalla principessa Olga Sasso Ruffo

 ed alcune foto di famiglia raffigurano i bimbi di D’Ormea nelle terrazze del complesso delle Grazie dove Olga Ruffo aveva fatto anche una scuola intorno al 1920 .


Nel maggio  1921 nel complesso delle Grazie come riportano i rapporti di polizia le squadre fasciste compiono una incursione , distruggendo mobili e beni materiali, contro un covo socialista e comunista




Nel 1922 la società Carburo confluisce nella Società Terni  , che la ridimensiona e nel 1929 la chiude . Proprio in quelle date Aldo si trasferisce prima a Viareggio e Massa Carrara e poi si sposta in Argentina.




La vita in Argentina porta Aldo a fare impianti nel settore delle ferro leghe  e nel carburo, utilizzando le sue esperienze nel settore che aveva fatte in italia entrando nella prima fase della industrializzazione Argentina tra il 1930 ed il 1960 come riporta un articolo di giornale pubblicato in occasione della sua morte nel 1967.


In tale articolo si dice che nel 1940 conosce Luigi Grassi, e nel 1942 istalla la prima fabbrica di ferroleghe e carburo in Argentina detta Società delle Industrie Termo Elettriche srl.


Successivamente con la fusione con la Direzione delle fabbriche militari , nacque la Società Anonima Mista Acciai Speciali ,



con gli impianti istallati a Rio Tercero (Cordoba), dove l’ingegnere Aldo D’Ormea era il direttore Tecnico.

Collaborò poi con le industrie Siderurgiche Grassi S.A. nella provincia di Mendoza,


con le industrie di Cellulosa S.A. e con le fonderie delle Acciaierie Siderurgiche Argentine S.A.
Lavorò anche con la fabbrica Ossiacetilenica Grassi S. A. la cui direzione era presso Rosario.  






Aldo fu sepolto nel cimitero del Salvatore di Rosario il 20 maggio del 1967
Come riporta il giornale  “ La Capital”.

Nella mostra si riporta

“La mostra, sia fotografica che documentale – afferma Aldo d’Ormea – riguarda i viaggi compiuti dai miei nonni e famiglia dall’Italia all’Argentina e all’interno dell’Argentina tra gli anni Trenta e gli anni Cinquanta.

 
La maggior parte del materiale, risalente agli anni Trenta, è costituita da fotografie scattate da mio nonno Aldo. La mostra inizia ripercorrendo il viaggio per nave da Genova a Buenos Aires, passando per Gibilterra, Lisbona, Tenerife, Dakar e il Brasile.

La seconda parte, invece, documenta i viaggi di lavoro compiuti da mio nonno all’interno dell’Argentina, e in parte anche dei paesi confinanti, con paesaggi, centrali idroelettriche, popolazioni indigene. Sono esposti, inoltre, documenti e suppellettili del periodo. Vi sono anche pagine tratte da quotidiani argentini relative all’attività di mio nonno.”
La documentazione - fotografica comprende  fotografie, cartoline, documenti di viaggio ed altri oggetti,  relativi sia ai viaggi che l’ingegner Aldo d’Ormea compì dall’Italia all’Argentina negli anni Trenta e successivi, da solo e insieme alla famiglia, sia alla sua lunga permanenza in tale Paese, dove morì ed è sepolto.

La prima parte dei documenti fornisce una ricostruzione dettagliata della traversata dell’Oceano Atlantico: si parte da Genova per poi toccare l’Africa, il Brasile, l’Uruguay ed arrivare, infine, a Buenos Aires.

Nella Foto i Fratelli D'Ormea figli di Aldo in Argentina-
 

La seconda parte è un percorso all’interno dell’Argentina a testimonianza dei viaggi di lavoro compiuti da mio nonno, vi sono scene di vita quotidiana, anche con primi piani di popolazioni indigene, alternate a paesaggi e a impianti produttivi del periodo, esempi di archeologia industriale. Sono presenti poi anche foto e cartoline del Cile e del Brasile, dove l’ingegner Aldo d’Ormea si era più volte recato per motivi di lavoro.

Il materiale oggetto della mostra (parte degli anni Trenta e parte degli anni Cinquanta) è rappresentato da bauli, valigie, cinte in cuoio per le valigie, stampelle per abiti, in legno, con inciso il nome di alcune tintorie di Buenos Aires, liste dei passeggeri dei transatlantici, i relativi menu, la brochure della Festa dell’Equatore (quando la nave lo oltrepassava), il Diploma dell’Equatore, i nastrini dei transatlantici, libri vari argentini.


La mostra che stiamo preparando descrive questo percorso che dimostra che  tra il 1930 ed il 1960 gli Italiani in Argentina, non portarono solo manodopera di bassa lega, ma anche intelligenze importanti che cambiarono il volto dell'Argentina con la prima industrializzazione, portando centrali idroelettriche e le grandi industrie dell'acciaio e dei fertilizzanti.


Aldo fu sepolto nel cimitero del Salvatore di Rosario il 20 maggio del 1967


Mostra a Narni


Si ringrazia per le foto Aldo D'Ormea
discendente dell'Ingegnere

vedere anche :
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Tobia Isolani
Giuseppe Chiodi
Aldo Netti
D'Ormea Aldo

 Giuseppe Fortunati

 

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